Se c’è un luogo che incarna l’essenza di Forlì, quello è senza dubbio Piazza Aurelio Saffi. Ampia, solenne e circondata da edifici che hanno attraversato otto secoli di storia. Questa piazza non è solo un punto di riferimento per i forlivesi, ma anche un vero e proprio scrigno di architettura dove il Medioevo, il Rinascimento e il Razionalismo del Novecento dialogano in un equilibrio sorprendente.
In questa guida completa ti accompagno alla scoperta di:
- Piazza Saffi, una delle più grandi d’Italia,
- Abbazia di San Mercuriale, simbolo religioso e identitario,
- palazzi storici del potere civile,
- architettura razionalista del Novecento,
- statua di Aurelio Saffi.
Un percorso pensato per chi vuole capire davvero Forlì, non solo attraversarla.
Per capire le piazze occorre frequentarle. E per frequentarle, non bisogna avere fretta. Le piazze raccontano, ma bisogna lasciargli il tempo di parlare.
Beppe Severgnini
Piazza Saffi: attraverso i secoli
Piazza Saffi attraverso i secoli
Con i suoi circa 128 metri di lunghezza e 87 di larghezza, Piazza Aurelio Saffi è una delle piazze più grandi d’Italia e da sempre rappresenta il centro nevralgico della vita politica, economica e sociale di Forlì.
In origine conosciuta come Campo dell’Abate, già nel Medioevo ospitava il mercato cittadino e le principali istituzioni. Nel corso dei secoli la piazza è stata teatro di eventi cruciali:
- le lotte tra guelfi e ghibellini,
- il dominio di Caterina Sforza, la celebre “Leonessa di Romagna”,
- le trasformazioni radicali del periodo fascista, quando Forlì venne celebrata come “Città del Duce”.
L’aspetto attuale della piazza è il risultato di stratificazioni storiche complesse, che convivono ancora oggi in modo sorprendentemente armonico. Camminare in Piazza Saffi significa attraversare secoli di storia, respirando un’atmosfera che mescola antico e contemporaneo.
L’Abbazia di San Mercuriale, simbolo di Forlì
Sul lato orientale della piazza si erge l’Abbazia di San Mercuriale, elemento imprescindibile per comprendere Piazza Saffi e l’identità stessa della città.
Ricostruita nel 1178 dopo un devastante incendio, l’abbazia è uno dei più importanti esempi di architettura romanico-lombarda in Romagna. Il suo campanile alto circa 75 metri, tra i più elevati d’Italia, domina la piazza e funge da punto di riferimento visivo per tutta Forlì.
All’interno, la chiesa custodisce opere di grande valore storico e artistico, tra cui il celebre monumento funebre di Barbara Manfredi, raffinato esempio di scultura rinascimentale. San Mercuriale non è solo un edificio religioso, ma un vero cardine urbano e simbolico della città.
I palazzi del potere: architettura e storia civile
La monumentalità di Piazza Saffi è definita dai suoi palazzi storici, che raccontano secoli di governo, amministrazione e vita pubblica. Vediamoli uno per uno.
Il palazzo comunale e la torre civica ricostruita

Il Palazzo Comunale di Forlì ha origini medievali e rappresenta da secoli il centro del potere cittadino. Le prime testimonianze di una sede amministrativa risalgono al XIII secolo, quando la città si dotò di un edificio destinato al governo locale.
Nel tempo, la struttura ha subito numerosi ampliamenti e rimaneggiamenti, fino a diventare un complesso articolato che unisce elementi medievali, rinascimentali e neoclassici. L’attuale conformazione è il risultato dell’accorpamento di diversi edifici.

Oggi il Palazzo Comunale continua a essere sede dell’amministrazione cittadina e conserva al suo interno ambienti di grande valore storico e artistico. Tra questi, spiccano sale affrescate e decorazioni risalenti a epoche diverse.
Uno degli elementi architettonici più affascinanti del Palazzo Comunale è il loggiato, situato al piano terra lungo la facciata di Piazza Saffi. Costruito nel periodo rinascimentale, il portico presenta eleganti arcate sorrette da colonne di pietra, creando un passaggio coperto che conferisce leggerezza all’insieme dell’edificio.
Nel corso della storia, il loggiato ha avuto un ruolo fondamentale nella vita cittadina: un tempo era il luogo dove si amministrava la giustizia e si svolgevano assemblee pubbliche, oggi è un punto di ritrovo che conserva intatta la sua eleganza storica.
Uno degli elementi più caratteristici del complesso era la Torre Civica, situata accanto al palazzo. Questa torre, alta e imponente, aveva una funzione simbolica e pratica: con le sue campane scandiva il tempo e richiamava la cittadinanza in occasione di eventi importanti, come assemblee pubbliche o situazioni di emergenza.
Nel corso dei secoli, la torre divenne un riferimento visivo per la città, fino alla sua tragica distruzione. Durante la Seconda Guerra Mondiale i numerosi bombardamenti colpirono duramente il centro di Forlì, ma il 9 novembre 1944, i tedeschi in ritirata minarono la torre civica e la fecero crollare. La torre civica cadde sul Teatro Comunale e lo distrusse.
La torre civica fu ricostruita a metà degli anni ’70, mentre la perdita del teatro segnò profondamente il panorama urbano e la memoria storica della città. Oggi, del suo perimetro rimane solo una traccia visibile, integrata nel contesto della pavimentazione in piazzetta della misura.
Palazzo del Podestà

Il Palazzo del Podestà di Forlì, posto nella parte occidentale della piazza in angolo con Corso Diaz, è uno degli edifici storici più significativi della città.
E’ un edificio in stile gotico costruito nel 1460.
La facciata è interamente in cotto compresi i capitelli e le colonne.
Nel restauro dei primi anni venti del secolo scorso, subì un piccolo rimaneggiamento. Furono aperte le monofore del primo piano e sistemate le bifore del secondo, e furono aggiunti i marcapiano e il terrazzino.
Una delle caratteristiche più riconoscibili del palazzo è il loggiato al piano terra che presenta tre arcate di ampiezza diversa l’una dalle altre.
Curiosità: Nel 1905 è stato dichiarato Monumento Nazionale per la sua eccezionale conservazione stilistica.
Palazzo Albertini
Il Palazzo Albertini è uno degli edifici storici più affascinanti situato sul rialto piazza accanto a quello del Podestà.
Costruito tra il XV e il XVI secolo, rappresenta un raro esempio di architettura tardogotica e rinascimentale a Forlì, distinguendosi dagli altri palazzi della piazza per il suo stile elegante e raffinato.
L’edificio prende il nome da una delle famiglie più influenti della città, gli Albertini di professione farmacisti, che ne commissionò la costruzione.
La facciata del palazzo è caratterizzata da una serie di bifore in sasso d’Istria, ed il piano nobile è impreziosito ed alleggerito da una loggia
Il portico con arcate a tutto sesto profilato in cotto è un elemento distintivo dell’architettura forlivese.
Nel XX secolo, è stato sottoposto a restauri che ne hanno preservato l’aspetto originario, valorizzando i dettagli decorativi in cotto e gli elementi architettonici rinascimentali.
Nel corso dei secoli, il palazzo ha cambiato più volte destinazione d’uso. Dopo essere stato la residenza degli Albertini, ha ospitato diverse istituzioni e attività, durante il periodo fascista divenne sede nazionale del partito fascista, poi per volere di Luciano Lama divenne sede della Camera del Lavoro ed oggi è sede espositiva di mostre temporanee
Palazzo Talenti Framonti Mangelli

E’ uno degli edifici storici più imponenti di Piazza Saffi, situato accanto a palazzo Albertini è l’ultimo di questo lato della piazza.
L’edificio prende il nome dalle famiglie a cui è appartenuto; Talenti poi Framonti ed infine ai Mangelli, importanti dinastie forlivesi legate al commercio e alla finanza.
La sua costruzione risale al XV secolo con la famiglia Talenti, progettato con un’architettura solida ed elegante, caratterizzata da una facciata imponente e decorata, con grandi finestre e dettagli ornamentali tipici dello stile dell’epoca. Agli inizi dell’Ottocento gli Orsi Mangelli risistemarono la facciata in stile cinquecentesco e all’interno fecero eseguire alcuni affreschi al pittore Felice Giani. Negli anni trenta il Palazzo Talenti Framonti inglobò anche lo stabile in angolo della piazza conferendogli l’aspetto attuale.
All’interno vi è un chiostro di vetro e acciaio.
Nel Novecento, il Palazzo Talenti-Framonti divenne un importante punto di riferimento per la città, in quanto sede del Credito Romagnolo.
Oggi Il palazzo è un centro vitale della cultura cittadina, ospitando una grande libreria e spazi conviviali
La sua presenza imponente e armoniosa arricchisce il profilo architettonico di Piazza Saffi, offrendo ai visitatori un’ulteriore testimonianza del passato e del dinamismo di questa città.
Palazzo Serughi e la Camera di Commercio

Il Palazzo Serughi è uno degli edifici storici di Piazza Saffi, situato in angolo con Corso della repubblica. Risalente al millecinquecento, il palazzo prende il nome dalla famiglia Serughi, una delle più importanti di Forlì dell’epoca, che ne fece la propria residenza.
L’edificio ristrutturato diverse volte a partire dal 1800, oggi si distingue per la sua facciata sobria ed elegante, con elementi architettonici tipici del periodo barocco e neoclassico. Le finestre sono incorniciate da decorazioni in pietra, mentre il portale d’ingresso, imponente e raffinato, conserva il carattere aristocratico della dimora.
Nel corso dei secoli, Palazzo Serughi ha avuto diverse destinazioni d’uso, passando da residenza nobiliare a sede di attività economiche e istituzionali, oggi è sede della camera di commercio.
Il ventennio e il razionalismo del Palazzo delle Poste

Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Forlì è un imponente edificio situato fra corso Mazzini e piazzetta Don Pippo.
Realizzato negli anni ’30 del Novecento durante il periodo fascista. La sua costruzione rientra nel più ampio progetto di rinnovamento urbanistico che interessò Forlì in quegli anni, volto a dare alla città un aspetto più monumentale razionale e moderno.
L’edificio è un chiaro esempio di architettura razionalista, con linee essenziali, volumi geometrici ben definiti e una facciata caratterizzata da ampie finestre rettangolari e rivestimenti in travertino.
Al suo interno, ampi spazi e decorazioni tipiche del periodo ne testimoniano l’importanza storica.
La statua di Aurelio Saffi

Al centro esatto della piazza, su un alto piedistallo di granito, si erge la statua di Aurelio Saffi (1819-1890). Ma chi era quest’uomo e perché è così importante per Forlì?
Saffi fu un patriota instancabile, membro del Triumvirato della Repubblica Romana insieme a Giuseppe Mazzini e Carlo Armellini. La sua vita fu dedicata interamente all’ideale repubblicano e democratico.
Storia del Monumento
- L’inaugurazione: La statua, opera dello scultore Carlo Fontana, fu inaugurata nel 1921.
- L’esilio della statua: Durante il periodo fascista, la statua di Saffi fu rimossa. Il regime preferiva una piazza sgombra per le proprie parate militari e non vedeva di buon occhio l’esaltazione di un repubblicano mazziniano.
- Il ritorno: Fu solo nel dopoguerra che la statua tornò orgogliosamente al suo posto, riconquistando il ruolo di baricentro simbolico della città liberata.
La posa di Saffi è pensosa ma ferma: lo sguardo è rivolto verso l’orizzonte, quasi a scrutare il futuro dell’Italia che ha contribuito a unificare.
Conclusioni: Forlì ti Aspetta
Visitare Piazza Saffi significa immergersi nel DNA profondo della Romagna: una terra di passioni politiche, di grandi architetti e di un’ospitalità senza pari. Ogni pietra di questa piazza ha una storia da raccontare, dalle rivolte risorgimentali alla ricostruzione post-bellica.
Dopo una giornata passata a naso in su tra bifore gotiche e statue monumentali, non c’è niente di meglio che ritirarsi in un luogo che conservi lo stesso spirito della città.
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Forlì ti aspetta!