Se c’è una parola che può aiutare a capire Ipercorpo, è contaminazione.
Teatro, danza, circo contemporaneo, musica, video, arte visiva, performance e sperimentazione si incontrano in un festival che da oltre vent’anni porta a Forlì linguaggi contemporanei e artisti provenienti da mondi diversi.
Non è quindi il classico festival dove si arriva, si guarda uno spettacolo e si torna a casa. Ipercorpo è un’esperienza da attraversare, lasciandosi guidare dalla curiosità e scegliendo di volta in volta cosa vedere, cosa ascoltare e in quale spazio fermarsi.
Nel 2026 il festival raggiunge la XXII edizione e propone cinque giornate, dal 23 al 27 settembre, con il titolo “Presente Parallelo”.
Il teatro è meraviglioso proprio in quanto mette in scena gli stati d’animo, coinvolge mantenendo nel contempo le distanze della vita vera.
Paolo Crepet
Il teatro è una scuola di emozioni come le fiabe per bambini.
Che cos’è Ipercorpo
Ipercorpo è il Festival Internazionale delle Arti dal Vivo organizzato da Città di Ebla, collettivo artistico nato a Forlì nel 2004 e attivo nella produzione e nella promozione delle arti performative contemporanee.
Dal 2006 Città di Ebla cura Ipercorpo e, dal 2011, il festival ha la sua sede principale negli spazi di EXATR, l’ex deposito degli autobus ATR trasformato in un centro di produzione e sperimentazione culturale.
La scelta di EXATR non è casuale. È uno spazio industriale recuperato e restituito alla città, un luogo che negli anni è diventato uno dei punti di riferimento della cultura contemporanea forlivese.
Ed è proprio qui che Ipercorpo costruisce ogni anno il suo piccolo mondo.
“Presente Parallelo”: il tema del 2026
Il titolo dell’edizione 2026 è “Presente Parallelo”.
L’idea è quella di creare, attraverso il festival, una sorta di parentesi rispetto al ritmo abituale della vita quotidiana: un tempo diverso nel quale fermarsi, osservare, ascoltare e lasciarsi sorprendere.
Il programma invita infatti lo spettatore a non essere soltanto un osservatore, ma a diventare parte dell’esperienza.
Gli spettacoli convivono con installazioni, musica, video, incontri e momenti di confronto, creando una programmazione nella quale le diverse discipline si incontrano e si influenzano a vicenda.
Teatro, danza e circo contemporaneo

Una parte importante di Ipercorpo è naturalmente dedicata alle arti performative.
Il programma 2026 propone teatro, danza, circo contemporaneo e videodanza, con artisti e compagnie che utilizzano il corpo, il movimento, la parola e lo spazio per costruire esperienze spesso lontane dai linguaggi tradizionali dello spettacolo.
Tra gli appuntamenti troviamo, per esempio, “Come neve” di Adriano Bolognino, “Yin Zéro” di Monad, “3 camere / Overlook Hotel” di gruppo nanou e “Odissea minore. Per un’educazione della frontiera” del Teatro Metastasio di Prato / Compagnia Fieno di Chio.
Sono spettacoli molto diversi tra loro, ma accomunati dalla volontà di utilizzare il corpo e la scena per raccontare qualcosa che va oltre la semplice rappresentazione.
L’arte contemporanea che prende forma durante il festival
Una delle caratteristiche più interessanti dell’edizione 2026 è la sezione dedicata all’arte contemporanea.
La mostra, curata da Davide Ferri e Miral Rivalta, non viene presentata tutta insieme fin dall’inizio. Le opere compaiono progressivamente durante le giornate del festival, modificando anche la percezione degli spazi di EXATR.
È quindi una mostra che accade nel tempo, costruendosi davanti agli occhi del pubblico.
Tra gli artisti coinvolti ci sono Paolo Icaro, Michele Cotelli, Giacomo Mallardo, Francesco Carone, Giulia Poppi e Giovanni Termini.
È un modo interessante per avvicinarsi all’arte contemporanea anche per chi normalmente entra con un po’ di diffidenza in una galleria o in un museo.
La musica non fa da semplice accompagnamento
A Ipercorpo la musica non è soltanto un elemento collaterale.
La sezione musicale dell’edizione 2026 è pensata come uno spazio di ricerca nel quale il suono diventa parte dell’esperienza, mettendo in relazione ascolto, corpo e spazio.
Tra gli appuntamenti ci sono concerti e progetti sonori che attraversano generi e linguaggi differenti, fino al live “Savio City Set” di Max Penombra e Johnny Faina, in programma sabato 26 settembre.
Il video e la videodanza
Anche il cinema e il video entrano nel programma.
Una delle proposte è “La Danza in 1 Minuto”, progetto di COORPI che raccoglie cortometraggi di videodanza provenienti da diversi Paesi.
La particolarità? Ogni opera deve riuscire a raccontare il corpo, il movimento e la relazione con l’immagine in soltanto sessanta secondi.
Nel 2026 la selezione sarà visibile durante il festival e l’appuntamento ufficiale è giovedì 24 settembre alle 20.45, con ingresso gratuito.
C’è poi “Play Life”, un’esperienza di animazione in realtà virtuale realizzata a partire dai dipinti dell’artista lituano Algis Krisčiūnas.
Un festival da vivere, non soltanto da guardare
Forse è proprio questo l’aspetto che più distingue Ipercorpo.
Gli spazi di EXATR vengono utilizzati nella loro interezza e il pubblico si sposta da un luogo all’altro, incontrando spettacoli, installazioni, musica, immagini e momenti di confronto.
Durante le giornate del festival sono previsti anche workshop, incontri e altre attività, mentre alcune installazioni e opere possono essere fruite durante più giornate.
C’è quindi una certa libertà nella partecipazione: non necessariamente bisogna conoscere tutti gli artisti o capire in anticipo ogni proposta.
A volte basta scegliere un appuntamento e lasciarsi incuriosire da quello che succede intorno.
La domenica di “SAGRA”
Una delle proposte più curiose del programma 2026 arriva nell’ultima giornata.
Domenica 27 settembre Ipercorpo si conclude con SAGRA, una giornata nella quale arte, musica, cibo e socialità si incontrano.
Il programma comprende anche GGIOCO, laboratorio dedicato ai bambini dai 7 ai 12 anni, e Le Carte del Popolo, progetto di Claudio Angelini e Spazi Indecisi che assume anche la forma di un torneo di marafone.
Nel pomeriggio è previsto inoltre il circo contemporaneo con “About” del Duo Padella, mentre la giornata si conclude con la visita alla mostra della sezione Arte.
È una conclusione decisamente diversa dal tradizionale “sipario”.
Ipercorpo 2026: quando e dove
La XXII edizione di Ipercorpo – Festival Internazionale delle Arti dal Vivo si svolge:
- 23–27 settembre 2026
- EXATR e Arena Forlivese, Forlì
- Teatro, danza, circo contemporaneo, musica, video e arte contemporanea
- Titolo: “Presente Parallelo”
Il programma si sviluppa nell’arco di cinque giornate, con appuntamenti distribuiti nei diversi spazi del festival.
Per conoscere orari, modalità di accesso e eventuali prenotazioni è sempre consigliabile consultare il programma ufficiale, perché gli appuntamenti hanno modalità differenti.
Perché conoscere Ipercorpo
Ipercorpo probabilmente non è il festival da scegliere se cerchi soltanto uno spettacolo tradizionale.
Ma se hai voglia di scoprire qualcosa di diverso, può essere un’esperienza interessante.
È uno di quegli appuntamenti che raccontano una Forlì meno conosciuta: quella della ricerca artistica, degli spazi recuperati, delle compagnie contemporanee e degli artisti che sperimentano nuovi modi di stare in scena e di coinvolgere il pubblico.
E soprattutto dimostra che la cultura contemporanea non deve necessariamente essere difficile o distante.
A volte basta arrivare senza troppe aspettative, guardarsi intorno e vedere cosa succede.
Un appuntamento da mettere in agenda
Ipercorpo arriva proprio nel periodo in cui il calendario culturale forlivese entra nel vivo.
Tra settembre e ottobre si concentrano infatti alcuni degli appuntamenti più interessanti dell’anno: dal Festival del Buon Vivere a Ipercorpo, da Sedicicorto a Meet the Docs!, passando per Crisalide e numerose altre iniziative.
Se vieni a Forlì per partecipare al festival e hai bisogno di un posto tranquillo dove fermarti, puoi scegliere Il Pozzo degli Aforismi.
La mia casa si trova nella prima periferia della città, in una posizione comoda per raggiungere Forlì ma immersa nella tranquillità della campagna: un angolo di pace vicino a tutto e lontano dalla confusione.