Romagna da gustare: un viaggio tra tradizione e sapori autentici

Pubblicato il: 26 Gennaio 2026 | Aggiornato il: 8 Febbraio 2026 | di Barbara

piatti tipici romagnoli, piadina, tagliatelle al ragù, taglere di salumi e un calice di sangiovese

In Romagna, la tavola non è solo il luogo dove si mangia: è un rito, un atto d’amore e il fulcro della convivialità. Se c’è una terra dove il concetto di “buon vivere” si traduce in sapori decisi e profumi avvolgenti, quella è senza dubbio la nostra.

Dalle colline dell’entroterra fino alla brezza dell’Adriatico, l’enogastronomia romagnola racconta una storia fatta di mani sapienti, materie prime eccellenti e una gioia di condividere che non ha eguali.

  • Protagoniste della tavola: pasta e sfoja,
  • universo della piadina,
  • secondi: carne e pesce,
  • tesori del tagliere: salumi e formaggi,
  • nettare di bacco,
  • dolci

Protagoniste della tavola: la pasta e la “Sfoja”

Il cuore della cucina romagnola batte a ritmo del matterello della “zdora”.

foto Piatto di Garganelli del ristorante la Vecia Cantena d’là Prè – P.zza Cavour 18 –  47016 Predappio Alta

La sfoglia, tirata rigorosamente a mano, è la base di capolavori che hanno fatto il giro del mondo.

  • Cappelletti romagnoli: Diversi dai tortellini emiliani per dimensioni e ripieno (che in Romagna è tradizionalmente di formaggi) sono il simbolo delle feste. Si possono gustare sia asciutti che in brodo (la tradizione li vuole in brodo di cappone).
  • Tagliatelle: non troppo larghe, porose e condite con un ragù che cuoce per ore.
  • Strozzapreti: Una pasta “povera” di acqua e farina, dalla forma ritorta, perfetta per accogliere sughi generosi a base di salsiccia.
  • Garganelli: Una vera perla della zona di Imola e della bassa Romagna. Questa pasta corta rigata, ottenuta arrotolando un quadratino di sfoglia su un bastoncino di legno fatto passare su un pettine da telaio, è perfetta con sughi saporiti a base di prosciutto, piselli o ragù.
  • Passatelli: Un mix di pangrattato, parmigiano e scorza di limone che crea una consistenza unica, da servire in brodo o in varianti asciutte con pesce o tartufo.

L’universo della piadina romagnola

Non si può dire “Romagna” senza pensare alla Piadina (o Piada). La sua consistenza cambia con il paesaggio: più alta e soffice nel forlivese e cesenate, sottile e larga (quasi una “sfoglia”) nel riminese. La Piadina è il nostro pane quotidiano.

Ma la famiglia è numerosa:

  • Crescioni o Cassoni: A seconda della zona (Crescione a Forlì/Cesena, Cassone a Rimini), si tratta della piadina chiusa prima della cottura e farcita. Il classico è con le erbe (o rosole), ma è amatissimo anche nella versione mozzarella e pomodoro o patate e salsiccia.
  • Rotoli: Una versione moderna e pratica dove la piadina sottile viene farcita, arrotolata e tagliata, ideale per uno street food veloce.

Il companatico: la piadina è un alimento estremamente versatile che si accompagna bene con tutto: formaggi molli o stagionati, verdure, salsiccia, affettati locali, la piadina è un “contenitore” universale. Negli ultimi anni è diventata “cosmopolita”, in molti casi viene utilizzata per sostituire il pane per il kebab, dimostrando una versatilità che conquista ogni palato.

Il consiglio del local: L’abbinamento perfetto? Squacquerone di Romagna DOP, rucola e un calice di vino rosso. La cremosità del formaggio e la freschezza della rucola creano un equilibrio magico con il calore della piadina appena cotta sul testo.

I secondi: carne e pesce

La Romagna è terra di ciccia buona, cucinata con semplicità e sapienza.

  1. Il castrato: Vera icona della griglia romagnola. La carne di montone giovane, marinata con sale, pepe, aglio e rosmarino, viene cotta alla brace sprigionando un sapore deciso e inconfondibile.
  2. Arrosti di pollo e coniglio: Nelle case romagnole, l’odore della domenica è quello del coniglio o del pollo in tegame o al forno, profumati con abbondante “concia” (erbe aromatiche) e accompagnati da patate dorate.
  3. Mora romagnola: Una razza suina autoctona recuperata che regala salumi e carni di una qualità straordinaria, dal sapore intenso e marezzato.
  4. Il pesce dell’adriatico: Sulla costa trionfa il “rustid” (la grigliata di pesce), dove sardoncini, sogliole e sgomberi vengono impanati e cotti alla griglia.

Tesori del Tagliere: Salumi e Formaggi

Il tagliere romagnolo è l’antipasto per eccellenza, un caleidoscopio di sapori che spaziano dalla dolcezza dei latticini freschi al carattere deciso dei salumi stagionati.

tagliere del ristorante la Vecia Cantena d’là Prè – P.zza Cavour 18 –  47016 Predappio Alta

I Salumi

La “cultura del maiale” in Romagna ha radici profonde. Oltre alla pregiata Mora Romagnola, il nostro territorio offre:

  • Salame Romagnolo: Caratterizzato da una grana grossa e un profumo intenso di aglio e vino (spesso Sangiovese), è il compagno ideale della piadina.
  • Salsiccia Passita: Una piccola prelibatezza locale. È una salsiccia stagionata, tenera e dolce, che si mangia a fette spesse come spuntino o aperitivo.
  • Coppa di Testa: Un salume “povero” ma ricchissimo di gusto, ottenuto dalla bollitura delle parti magre della testa del maiale, speziato con scorza d’arancia, limone e pepe.
  • Ciccioli (Grasul): Pezzetti di grasso di maiale croccanti e saporiti, perfetti per dare quella spinta in più a un aperitivo rustico.

I Formaggi

La varietà casearia romagnola non ha eguali per contrasti e sfumature:

  • Squacquerone di Romagna DOP: La star assoluta. Freschissimo, cremoso e con quella punta di acidità che lo rende irresistibile quando si scioglie dentro una piadina calda.
  • Raviggiolo dell’Appennino: Un formaggio freschissimo e delicato, adagiato su foglie di felce. È così tenero che sembra quasi un budino di latte; lo stesso Artusi lo citava come ingrediente fondamentale per il ripieno dei cappelletti.
  • Formaggio di Fossa di Sogliano DOP: Per chi cerca sapori forti. Matura per mesi in antiche fosse ipogee, sviluppando aromi piccanti, sentori di sottobosco e una consistenza friabile.
  • Casatella: Un altro formaggio a pasta molle, simile allo squacquerone ma con una consistenza leggermente più sostenuta, perfetto per chi ama i sapori dolci e burrosi.

Il nettare di bacco: i vini di romagna

La Romagna è terra di vitigni generosi e di una cultura enologica in continua ascesa qualitativa.

  • Sangiovese di Romagna: Il re incontrastato. Dal “novello” al “riserva”, è un vino che sa essere sia schietto e conviviale, sia elegante e complesso.
  • Albana di Romagna: La prima bacca bianca in Italia a ricevere la DOCG. Splendida nella versione passita per accompagnare i dolci, ma sorprendente anche in versione secca.
  • Pagadebit: Un nome che è tutto un programma (serviva a pagare i debiti grazie alla sua resistenza). Un bianco fresco, perfetto per gli aperitivi e i piatti di pesce.

Dolce: il gran finale

tre dolti tipici della romagna: zuppa inglese, crema di mascarpone e ciambella romagnola

Per chiudere in bellezza, non può mancare la Ciambella Romagnola (o Brazadela). Dimenticate le torte soffici: la nostra è solida, ricoperta di granella di zucchero e va rigorosamente “pucciata” nel vino (preferibilmente Albana o Cagnina) a fine pasto.

Oltre alla ciambella la nostra tradizione prevede anche dolci al cucchiaio:

  • Zuppa Inglese: Un trionfo di strati di crema pasticcera e al cioccolato, con savoiardi o ciambella imbevuti nell’Alchermes rosso.
  • Crema di Mascarpone: Vellutata e ricca, spesso servita in coppa con scaglie di cioccolato o come accompagnamento ai dolci delle festività.

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