Il Sentiero del Santo da Castrocaro a Montepaolo: trekking tra Spungone, calanchi e panorami sul mare

Pubblicato il: 25 Settembre 2026 | di Barbara

Ci sono luoghi che, pur essendo vicinissimi a casa, continuiamo a rimandare. Li vediamo magari passando in macchina, sappiamo che esistono, li abbiamo persino consigliati agli altri per anni… e poi un giorno finalmente decidiamo di andarci.

È quello che è successo a me con il Sentiero del Santo, il percorso che collega Castrocaro Terme all’Eremo di Montepaolo, nel territorio di Dovadola. Una passeggiata che mi sento di consigliare soprattutto a chi soggiorna a Il Pozzo degli Aforismi, perché il punto dal quale siamo partiti è a soli 9 chilometri dalla mia casa vacanze. E la cosa bella è che, una volta lasciata l’auto sembra di essere molto più lontani.

Davanti agli occhi ci sono colline, calanchi, boschi, prati e, nelle giornate limpide, un panorama che arriva fino al mare.

Il Sentiero del Santo: sulle tracce di Sant’Antonio

Il percorso che abbiamo seguito fa parte del più ampio Cammino di Sant’Antonio, che in questo territorio collega Forlì, Terra del Sole, Castrocaro, Montepaolo e Dovadola.

Non è quindi soltanto un itinerario naturalistico: dietro a questi sentieri c’è anche una storia antica legata a Sant’Antonio da Padova, che qui visse una parte importante della sua esperienza francescana.

L’Eremo di Montepaolo, infatti, è uno dei luoghi antoniani più importanti della Romagna. Sant’Antonio vi soggiornò per circa nove mesi e proprio da Montepaolo venne inviato a Forlì nel 1222. Nella chiesa di San Mercuriale, durante un’ordinazione sacerdotale, si rivelarono quasi casualmente le sue straordinarie capacità di predicatore.

Oggi il Cammino di Sant’Antonio attraversa proprio questi luoghi, seguendo un itinerario che unisce spiritualità, storia e paesaggio.

E forse è proprio questo il bello di camminare: mentre percorri un sentiero, non stai semplicemente andando da un punto all’altro. Stai attraversando la storia del territorio.

Da Castrocaro a Montepaolo: il percorso che abbiamo fatto noi

Noi abbiamo scelto di partire dalla zona della Rocca di Castrocaro, anziché affrontare il percorso completo che parte dalle Terme.

È una soluzione interessante se si vuole fare una passeggiata di qualche ora senza trasformarla in un’intera giornata di trekking.

Il percorso completo ufficialmente descritto dall’ufficio turistico di Castrocaro parte infatti dall’ingresso delle Terme, attraversa il centro, sale verso Monte Cerreto e prosegue fino a Montepaolo, per un totale di circa 17 chilometri fra andata e ritorno, con un tempo indicativo di 5-6 ore.

Partendo invece dalla zona alta di Castrocaro, come abbiamo fatto noi, si può affrontare un tratto più breve, un itinerario di 9 chilometri, 230 metri di dislivello e poco più di due ore di percorrenza, classificandolo come escursione di difficoltà moderata.

Noi abbiamo impiegato circa due ore e mezza tra andata e ritorno, camminando senza fretta e fermandoci naturalmente a guardare il panorama.

Ed è proprio questo che vi consiglio di fare.

Non è una passeggiata da affrontare con l’ansia di arrivare.

Qui vale la pena fermarsi.

Lo Spungone romagnolo: un paesaggio che racconta un antico mare

Una delle caratteristiche che rendono questo territorio così particolare è la presenza dello Spungone.

Se non ne avete mai sentito parlare, vale la pena conoscerlo.

Lo Spungone è una particolare roccia sedimentaria calcarea, ricca di fossili marini, che si è formata milioni di anni fa quando questa zona era occupata dal mare.

La Regione Emilia-Romagna lo identifica come un vero e proprio geosito, con importanti affioramenti proprio nella zona di Castrocaro. La roccia è costituita da materiale di origine marina, compresi gusci e resti di organismi che vivevano in acque basse, luminose e ben ossigenate.

Il nome stesso è curioso: deriva dal termine romagnolo spungò, legato all’aspetto poroso e “spugnoso” della roccia, ed è entrato anche nel linguaggio scientifico.

Quello che oggi vediamo come una dorsale collinare, milioni di anni fa era parte di un ambiente marino.

E basta guardare il paesaggio per accorgersi di quanto sia particolare.

Le rocce chiare dello Spungone emergono tra i terreni argillosi e contribuiscono a creare quelle forme che rendono così riconoscibile questa parte della Romagna. La fascia dello Spungone si sviluppa attraverso le colline tra le valli del Montone e del Senio.

N.B. Una particolarità del Sentiero del Santo è che, lungo il percorso, si incontrano anche alcune deviazioni che permettono di entrare più nel dettaglio nei geositi della zona, attraverso brevi itinerari ad anello. Sono un’occasione per allontanarsi per un po’ dal tracciato principale e conoscere più da vicino la particolare conformazione geologica di questo territorio, osservando da vicino calanchi, affioramenti e rocce dello Spungone.

Quindi, se avete tempo e voglia di esplorare, il Sentiero del Santo può diventare qualcosa di più di una semplice passeggiata: il percorso principale è anche un punto di partenza per andare alla scoperta del territorio circostante.

I calanchi e quelle colline che sembrano dipinte

Poi ci sono loro: i calanchi.

Difficile non fermarsi a guardarli.

Sono quelle profonde incisioni che modellano i versanti argillosi e che, soprattutto nelle giornate di sole, creano un contrasto bellissimo con il verde della vegetazione e con le rocce più chiare.

La zona di Castrocaro è particolarmente interessante proprio per la compresenza di Spungone e terreni argillosi, che danno origine a un paesaggio molto movimentato.

Non a caso la Regione riconosce in quest’area diversi geositi di interesse geologico e paesaggistico.

E qui arriva una delle sorprese più belle della nostra passeggiata.

Il mare.

Sì, proprio il mare.

In una giornata limpida come quella che abbiamo trovato noi, dalla parte alta del percorso lo sguardo riesce ad arrivare molto lontano, oltre le colline e la pianura.

Non aspettatevi una vista da cartolina con la spiaggia sotto i piedi: il mare appare in lontananza, come una sottile fascia azzurra all’orizzonte.

Ma proprio per questo la sorpresa è ancora più bella.

Una passeggiata da fare a piedi… e non solo

Il percorso può essere inserito anche all’interno di itinerari in mountain bike nella zona di Castrocaro e Montepaolo. Le informazioni turistiche locali propongono infatti diversi itinerari dedicati allo Spungone e percorribili a piedi, in mountain bike o e-bike.

Noi però lo abbiamo fatto a piedi.

E, personalmente, credo sia il modo migliore per goderselo la prima volta.

Camminare permette di procedere lentamente, fermarsi davanti a un panorama, fotografare un particolare, leggere un’indicazione, sedersi su una panchina e semplicemente guardare.

Il sentiero è anche ben riconoscibile in diversi punti grazie alla segnaletica del Cammino di Sant’Antonio.

L’Eremo di Montepaolo

La meta del percorso è Montepaolo, dove si trova l’antico eremo legato alla presenza di Sant’Antonio.

Il complesso religioso rappresenta uno dei luoghi più significativi del Cammino di Sant’Antonio in Emilia-Romagna.

Nei pressi dell’eremo si trova anche la grotta, il luogo tradizionalmente associato alla preghiera e al ritiro del Santo, raggiungibile attraverso il cosiddetto Sentiero della Speranza.

Per chi ama camminare, arrivare qui dopo aver attraversato le colline dà un significato diverso alla meta.

Non è semplicemente “il punto in cui finisce il sentiero”.

È il luogo verso cui il sentiero conduce.

E conoscere almeno un po’ della storia di Sant’Antonio rende l’esperienza ancora più interessante.

Un’escursione perfetta durante un soggiorno al Pozzo degli Aforismi

Questa è esattamente una delle esperienze che mi piace proporre a chi viene a soggiornare da me.

Quando penso a Il Pozzo degli Aforismi, infatti, non penso soltanto a un posto dove dormire. Penso a una base dalla quale partire per scoprire la Romagna.

E questo itinerario ne è un esempio perfetto.

Dal Pozzo si raggiunge Castrocaro in pochi minuti e, una volta arrivati nella zona della Rocca, ci si può immergere immediatamente in un ambiente completamente diverso.

In una mattinata si può fare la passeggiata, fermarsi magari a Castrocaro per una visita o per una pausa e poi rientrare a Forlì.

Oppure si può dedicare all’itinerario un’intera giornata, abbinandolo alla scoperta di Castrocaro Terme e Terra del Sole.

Il Cammino di Sant’Antonio: da Padova a La Verna, passando per Montepaolo

Quello che abbiamo percorso noi da Castrocaro a Montepaolo è soltanto un piccolo tratto di un cammino molto più lungo.

Il Cammino di Sant’Antonio collega infatti Padova al Santuario della Verna, attraversando Veneto, Emilia-Romagna e Toscana: un itinerario di circa 408 chilometri in 21 tappe nella direttrice Padova–La Verna.

Nel tratto romagnolo il cammino passa proprio da luoghi che conosciamo bene: da Modigliana arriva a Montepaolo e Dovadola, per poi proseguire verso Rocca San Casciano e attraversare l’Appennino fino alla Toscana.

Ma la storia che sta dietro a questo cammino va ancora più lontano. Sant’Antonio e san Francesco si incontrarono ad Assisi nel 1221, quando Antonio, appena arrivato in Italia, partecipò al Capitolo delle Stuoie. Il percorso che oggi unisce i luoghi legati ai due santi permette quindi di seguire non soltanto le orme di Antonio, ma anche una parte importante della storia del francescanesimo.

E qui arriva il collegamento che trovo più affascinante: dal Santuario della Verna si può proseguire verso Assisi attraverso un tratto della Via di Francesco. La Verna è infatti uno dei luoghi simbolo della vita di Francesco: qui, nel 1224, il santo ricevette le stimmate. Il Cammino di Sant’Antonio e i cammini francescani finiscono così per intrecciarsi, creando una grande rete di percorsi spirituali che attraversa l’Appennino tra Toscana e Umbria.

E pensare che noi, quel giorno, avevamo semplicemente deciso di arrivare a Montepaolo. Una passeggiata di poche ore, partita da Castrocaro, che ci ha fatto scoprire di essere dentro una storia molto più grande: quella di un cammino che attraversa regioni, montagne e secoli, seguendo le orme di due grandi figure della spiritualità italiana.

Il mio consiglio

Se siete miei ospiti e mi dite: “Barbara, domani vorremmo fare una passeggiata, ma senza andare troppo lontano, cosa ci consigli?” questa è una delle proposte che vi farei.

  • Perché è vicina.
  • Perché non richiede una giornata intera.
  • Perché c’è un po’ di storia.
  • Perché c’è la natura.
  • Perché ci sono i calanchi e lo Spungone.
  • E soprattutto perché, se trovate una giornata limpida come quella che abbiamo trovato noi, potreste ritrovarvi a guardare il mare dalle colline di Castrocaro.

E quella, credetemi, è una di quelle piccole sorprese che fanno ricordare un viaggio.

Il Sentiero del Santo è a soli 9 km dal Pozzo degli Aforismi. Un’altra piccola scoperta da aggiungere alla lista delle cose da fare quando venite a trovarmi in Romagna.

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