Crisalide Festival a Forlì: teatro, danza, musica e filosofia contemporanea

Pubblicato il: 17 Settembre 2026 | Aggiornato il: 16 Settembre 2026 | di Barbara

Ci sono festival che nascono per intrattenere e altri che nascono soprattutto per far pensare, sperimentare e mettere in discussione il modo abituale di guardare le cose.

Crisalide appartiene decisamente alla seconda categoria.

Da più di trent’anni, il festival porta a Forlì alcune delle esperienze più interessanti della ricerca contemporanea attraverso teatro, danza, musica, performance e filosofia.

Non aspettarti quindi il teatro nel senso più tradizionale del termine. Crisalide è un luogo dove i linguaggi si incontrano, dove il pubblico può trovarsi davanti a una performance, a una ricerca sul corpo, a un concerto di musica contemporanea oppure a una riflessione filosofica.

Ed è proprio questa sua natura particolare a renderlo uno degli appuntamenti più interessanti del calendario culturale forlivese.

Che cos’è Crisalide

Crisalide nasce nel 1994 ed è ideato e organizzato da Masque teatro, realtà forlivese da sempre impegnata nella ricerca teatrale e nelle arti performative contemporanee.

Nel corso degli anni il festival è diventato un punto di riferimento per la ricerca artistica, ospitando compagnie, artisti e studiosi italiani e internazionali.

Il suo campo d’azione è volutamente ampio: teatro, danza, musica, performance, filosofia e arti contemporanee convivono all’interno dello stesso progetto.

Non è quindi facile racchiudere Crisalide in una definizione precisa. Ed è probabilmente proprio questo il suo bello.

Il festival stesso si presenta come qualcosa che va oltre la semplice idea di festa o rassegna: un luogo di incontro, di confronto e di creazione collettiva.

Un festival che cambia forma

Anche il calendario di Crisalide non segue necessariamente la struttura del classico festival concentrato in pochi giorni consecutivi.

L’edizione 2026, la trentatreesima, si sviluppa infatti nell’arco di diversi mesi, dal 23 luglio al 24 ottobre.

Ci sono stati appuntamenti estivi al Teatro Félix Guattari, tre giornate ad agosto al Giardino di Gualdo, nel territorio di Meldola, e una parte autunnale che torna a Forlì con cinque serate al Teatro Félix Guattari.

È una formula interessante perché permette al festival di uscire dai confini della tradizionale stagione teatrale e di costruire un percorso che accompagna il pubblico dall’estate all’autunno.

“Aho!”: il tema dell’edizione 2026

Il titolo scelto per il 2026 è decisamente curioso:

“aho!”

Un’espressione semplice, quasi quotidiana, che richiama però l’idea di un saluto, di una chiamata, di un gesto che mette in relazione una persona con un’altra.

Il sottotitolo è “Atto di creazione e potenza di vita”.

L’idea al centro dell’edizione è quella della vicinanza e dell’interconnessione tra gli esseri viventi e della possibilità di costruire, attraverso l’azione collettiva, nuove forme di vita e nuovi modi di stare insieme.

Un tema che attraversa gli spettacoli e le diverse proposte artistiche del festival.

Teatro e danza contemporanea

La parte più evidente del programma è naturalmente quella dedicata alle arti performative.

Gli spettacoli di Crisalide utilizzano il corpo, il movimento, la parola e lo spazio in maniera spesso molto lontana dal teatro tradizionale.

L’edizione 2026 porta a Forlì artisti e compagnie come Fanny & Alexander, Claudia Castellucci/Societas, Masque teatro, Panzetti/Ticconi, gruppo nanou, Lucrezia Gabrieli e Alessandro Carboni, solo per citarne alcuni.

Sono linguaggi differenti, ma accomunati dalla ricerca e dalla volontà di sperimentare nuove forme di relazione tra artista, spazio e spettatore.

Per esempio, il lavoro di Alessandro Carboni “The accidental contingencies of mutations”, in programma il 3 ottobre, parte dal rapporto tra corpo, spazio, cartografia e materia. Un grande feltro bianco diventa sulla scena una sorta di paesaggio che si modifica continuamente attraverso l’azione del performer.

È proprio questo il tipo di esperienza che si può incontrare a Crisalide: non necessariamente una storia da seguire dall’inizio alla fine, ma un’esperienza da osservare e interpretare.

La musica

Anche la musica occupa un posto importante nel festival.

Non si tratta semplicemente di inserire un concerto all’interno di una rassegna teatrale: la musica entra nel percorso di ricerca di Crisalide e dialoga con gli altri linguaggi.

Nel programma 2026 troviamo, tra gli altri, Alessandra Novaga, protagonista il 17 ottobre con The Artistic Image Is Always a Miracle, mentre durante la parte estiva sono stati proposti anche progetti di musica contemporanea e sperimentale.

E poi c’è la filosofia

Una delle caratteristiche che rende Crisalide particolarmente riconoscibile è il rapporto con la filosofia.

Il pensiero teorico non viene relegato a una conferenza separata dagli spettacoli, ma entra nel percorso del festival e dialoga con le arti performative.

Nell’edizione 2026 questo aspetto ritorna anche nell’ultimo appuntamento, il 24 ottobre, con L’eco del fuori, progetto di Fuorilogos curato da Sara Baranzoni e Paolo Vignola, con il filosofo Gianluca De Fazio.

L’obiettivo è portare il pensiero fuori dai tradizionali recinti accademici e trasformarlo in uno spazio di confronto e sperimentazione.

Il Teatro Félix Guattari

Il principale luogo di Crisalide a Forlì è il Teatro Félix Guattari, in via Orto del Fuoco.

È uno spazio strettamente legato alla ricerca teatrale contemporanea e a Masque teatro, e rappresenta una sede particolarmente adatta allo spirito del festival.

Qui gli spettacoli non sono semplicemente messi in scena: lo spazio diventa parte dell’esperienza e può essere utilizzato per performance, incontri e sperimentazioni.

Per la parte autunnale del 2026, tutti gli appuntamenti dal 12 settembre al 24 ottobre sono ospitati proprio al Félix Guattari.

Crisalide 2026: gli appuntamenti autunnali

Se sei a Forlì in autunno, queste sono le date da segnare:

12 settembre

Lucrezia Gabrieli – Ninfee
Fanny & Alexander – EDITH WHARTON – Conferenza a due voci con fantasmi

3 ottobre

Alessandro Carboni – The accidental contingencies of mutations
Massimo Filippi – Cose che capitano, reading di racconti brevi.

10 ottobre

Claudia Castellucci / Societas – Verso la specie
Masque teatro – Davai

17 ottobre

Panzetti/Ticconi – AeReA
Alessandra Novaga – The Artistic Image Is Always a Miracle

24 ottobre

Masque teatro – Oh, Spirito!
Fuorilogos – L’eco del fuori

Il programma ufficiale prevede quindi cinque serate autunnali, ciascuna costruita come un doppio appuntamento tra spettacoli, danza, musica, teatro e filosofia.

Quanto costa e come partecipare

Per gli appuntamenti autunnali al Teatro Félix Guattari il biglietto è di 10 euro per il singolo spettacolo, mentre l’ingresso per l’intera serata è di 12 euro.

La prenotazione è consigliata; la biglietteria sul posto apre circa mezz’ora prima dell’inizio degli spettacoli.

Naturalmente è sempre meglio controllare il programma ufficiale prima di andare, perché orari e modalità di accesso possono essere aggiornati.

A chi consiglio Crisalide?

Te lo dico subito: non è necessariamente un festival per tutti.

Se cerchi uno spettacolo teatrale tradizionale, con una storia chiara e facilmente comprensibile, probabilmente ci sono altre proposte più adatte.

Ma se sei curioso, se ti piace il teatro contemporaneo, se vuoi conoscere artisti che sperimentano linguaggi diversi o semplicemente hai voglia di vedere qualcosa che non avevi mai visto prima, allora Crisalide può regalarti una serata particolare.

E non serve essere esperti di filosofia, danza o teatro contemporaneo.

A volte basta entrare senza aspettative e lasciarsi sorprendere.

Se vieni a Forlì per Crisalide

Se decidi di partecipare a uno degli appuntamenti di Crisalide e vuoi fermarti a Forlì qualche giorno, Il Pozzo degli Aforismi può essere una base comoda per il tuo soggiorno.

La casa si trova nella prima periferia della città, in una zona tranquilla ma vicina al centro: un angolo di pace vicino a tutto e lontano dalla confusione.

Puoi così abbinare una serata di teatro, danza o musica alla scoperta di Forlì e dei suoi dintorni.

Perché anche questo, secondo me, è il bello dei festival: non sono soltanto qualcosa da andare a vedere. Possono diventare il motivo per fermarsi qualche giorno in una città e conoscerla un po’ meglio.

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