Ogni autunno, per alcuni giorni, Forlì diventa un piccolo crocevia internazionale del cinema.
Arrivano cortometraggi da ogni parte del mondo, registi, attori, produttori, critici, studenti e appassionati. Ci sono proiezioni, incontri, premi, rassegne, laboratori e appuntamenti dedicati anche ai bambini e ai ragazzi.
È Sedicicorto Forlì International Film Festival, una delle manifestazioni culturali più originali nate in città e oggi un appuntamento riconosciuto nel panorama internazionale del cortometraggio.
Una storia che comincia nel 2004 con un gruppo di persone e un’idea quasi visionaria e che, anno dopo anno, ha portato Forlì a dialogare con cinematografie e autori provenienti da tutto il mondo.
E la cosa curiosa è che tutto è nato proprio da una piccola storia forlivese.
Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per
Ingmar Bergman
colpire la coscienza,
scuotere le emozioni
e raggiungere le stanze segrete dell’anima.
Come nasce Sedicicorto
La storia di Sedicicorto comincia nell’ottobre del 2003.
A Forlì arriva un fotografo girovago di origini argentine che distribuisce alcuni volantini per pubblicizzare un corso di regia articolato in otto serate.
A partecipare sono soltanto otto persone. Tra loro c’è Gianluca Castellini, che rimane affascinato dall’esperienza.
Al termine del corso nasce l’idea di organizzare un festival di cortometraggi. I promotori devono però rientrare in Argentina e il progetto viene momentaneamente accantonato.
Per Castellini, però, quell’idea è ormai diventata una vera passione.
Nel marzo del 2004 fonda così un’associazione culturale con l’obiettivo di realizzare il festival.
Anche il nome nasce in maniera curiosa, da un gioco di parole nato durante le discussioni con gli amici: “Se dici corto, cosa ti viene in mente?”
La risposta diventa il nome di una manifestazione destinata a crescere molto oltre le aspettative iniziali.
La prima edizione si svolge dal 9 al 12 settembre 2004.
I numeri sono ancora quelli di un piccolo festival: 156 opere iscritte, 95 selezionate e film provenienti da 9 Paesi.
Ma già dalla prima edizione si comprende quale sarà la direzione: cinema italiano e internazionale, animazione, documentari, sperimentazione e una particolare attenzione ai giovani autori.
E nel primo palmarès compare già un nome che non ha bisogno di presentazioni: Valerio Mastandrea, premiato come miglior attore per Giulietta della Spazzatura.
Da piccola manifestazione a festival internazionale

La crescita di Sedicicorto è stata progressiva.
Il festival ha costruito negli anni rapporti con scuole di cinema, case di produzione e distribuzione, organizzazioni professionali e altre manifestazioni cinematografiche.
Un passaggio particolarmente importante arriva nel 2017, quando Sedicicorto entra nella Short Film Conference, organizzazione internazionale nata per promuovere la diffusione e la distribuzione del cortometraggio e favorire la collaborazione fra festival e professionisti del settore.
La vocazione internazionale, quindi, non è soltanto nel nome.
È parte della struttura stessa del festival.
I numeri raggiunti negli anni raccontano bene questa evoluzione.
Nel 2024, per esempio, sono arrivati 3.295 film da 112 Paesi e ne sono stati selezionati 154, rappresentativi di 42 Paesi. Ben 114 erano anteprime mondiali, internazionali, nazionali o regionali.
Nel 2025 la selezione ha invece compreso oltre 150 cortometraggi provenienti da 55 Paesi, con più di 50 registi in concorso presenti a Forlì e circa 150 professionisti coinvolti.
Sono numeri che fanno capire quanto sia cambiata la dimensione del festival rispetto a quel settembre del 2004.
Perché proprio il cortometraggio?
Il protagonista di Sedicicorto è naturalmente il cortometraggio.
Un formato che a volte viene considerato soltanto una versione breve del cinema tradizionale, ma che in realtà possiede una propria dignità e una straordinaria libertà creativa.
In pochi minuti un autore deve raccontare una storia, costruire personaggi, creare un’atmosfera e arrivare a una conclusione.
Per questo il cortometraggio è spesso una vera palestra per registi, sceneggiatori, attori e animatori.
È anche uno spazio ideale per sperimentare.
Nuovi linguaggi, tecniche di animazione, temi sociali, cinema documentario, commedia, dramma e contaminazioni artistiche possono trovare spazio con una libertà che non sempre è possibile nelle produzioni cinematografiche più lunghe.
Ed è proprio questa varietà che rende Sedicicorto interessante anche per chi normalmente non frequenta i festival cinematografici.
Le sezioni di Sedicicorto
Nel corso degli anni le sezioni sono cambiate e si sono evolute, ma alcune rappresentano ormai l’identità del festival.
Movie: il cinema internazionale
Movie è la sezione dedicata ai cortometraggi internazionali di fiction e documentari.
È forse la parte che esprime meglio la vocazione internazionale di Sedicicorto.
Qui si incontrano storie provenienti da Paesi diversi, con sensibilità, culture e linguaggi cinematografici molto lontani fra loro.
Guardare una selezione di Movie significa quindi anche viaggiare.
A volte basta un cortometraggio di pochi minuti per ritrovarsi dall’altra parte del mondo.
Animalab: animazione e sperimentazione
Animalab è dedicata all’animazione e alla sperimentazione internazionale.
È una sezione particolarmente interessante perché permette di scoprire tecniche e linguaggi molto diversi: animazione tradizionale, digitale, stop motion, sperimentazione visiva e opere difficilmente classificabili secondo i generi cinematografici tradizionali.
Anche qui il festival dimostra la propria attenzione alla ricerca e ai nuovi linguaggi.
Cortitalia: il cinema italiano
Cortitalia raccoglie invece la produzione italiana.
È una finestra sui nuovi autori e sulle storie che attraversano il cinema breve nazionale.
Molti registi e interpreti utilizzano infatti il cortometraggio come terreno di sperimentazione e come primo passo verso produzioni più importanti.
Cortinloco: l’Emilia-Romagna sullo schermo
Particolarmente interessante per chi vive o visita la Romagna è Cortinloco, dedicata alle opere di registi emiliano-romagnoli, di nascita o di adozione.
È il legame più evidente fra la dimensione internazionale del festival e il territorio che lo ospita.
Sedicicorto guarda al mondo, ma non dimentica da dove è partito.
Animare: il cinema per bambini

Una delle caratteristiche che rendono Sedicicorto interessante anche per le famiglie è l’attenzione riservata ai più giovani.
La sezione Animare è dedicata all’animazione per bambini e ragazzi.
Non si tratta semplicemente di proiettare cartoni animati: l’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni al linguaggio cinematografico e permettere loro di scoprire un cinema diverso da quello della normale programmazione commerciale.
L’importanza attribuita a questo pubblico è cresciuta nel tempo.
Nel 2025, per esempio, il festival ha coinvolto circa 2.000 studenti del territorio nei progetti speciali e ha avuto 400 piccoli giurati di Animare.
È un aspetto che personalmente trovo molto interessante perché dimostra come un festival internazionale possa essere contemporaneamente rivolto agli addetti ai lavori e alla comunità locale.
Non solo cinema internazionale: le altre sezioni

Accanto alle sezioni principali, Sedicicorto ha sviluppato negli anni altri percorsi dedicati a pubblici e linguaggi differenti.
Tra questi troviamo MenoD5, dedicata ai cortometraggi di durata non superiore ai cinque minuti, e Student, riservata ai film realizzati nelle scuole di cinema.
Quest’ultima è particolarmente importante per il rapporto con i giovani autori.
C’è poi Sketching, che apre ulteriormente il festival alla ricerca e alla sperimentazione.
La struttura non è quindi quella di un concorso unico, ma di un vero e proprio universo di cortometraggi, organizzato secondo generi, provenienze, durata e pubblico.
Le rassegne speciali: quando il festival esce dal concorso
Una delle cose che più caratterizzano Sedicicorto è la capacità di costruire, accanto ai concorsi, rassegne e percorsi tematici.
Nel corso delle varie edizioni sono comparsi programmi dedicati a cinematografie specifiche, generi, periodi storici, temi sociali e contaminazioni con altre forme d’arte.
Un esempio è stato Iranfest, dedicato al cinema iraniano.
Un altro è Cinema & Moda, che ha esplorato il rapporto fra il cinema e il mondo della moda.
Nel programma del 2023 compariva anche Il Centenario, un percorso dedicato al cinema del 1923, insieme a un appuntamento dedicato a Silvio Orlando.
E ci sono state rassegne dal tono decisamente più leggero, come Sbellicati, dedicata alla commedia e costruita utilizzando cortometraggi provenienti dall’archivio del festival.
Questo è forse uno degli elementi più belli di Sedicicorto: l’archivio costruito negli anni non rimane fermo, ma può diventare ogni volta materia per nuovi percorsi.
Gli ospiti: attori, registi e nuovi talenti
E poi ci sono gli ospiti.
Nel corso degli anni il palco di Sedicicorto ha accolto interpreti, registi e professionisti del cinema, con premi alla carriera e riconoscimenti dedicati ai nuovi talenti.
Già nel 2019, per esempio, il festival assegnò il Premio alla Carriera a Milena Vukotic, mentre il Premio Generazione G andò ad Andrea Carpenzano e Daphne Scoccia.
Nel 2020 il Premio Generazione G fu assegnato ad Andrea Lattanzi e Ludovica Martino, due giovani interpreti allora in forte ascesa. Il premio nasce proprio con l’idea di valorizzare i nuovi talenti del cinema.
Nel 2023 arrivò a Forlì anche Silvio Orlando, insieme a Eliana Antonini, per il Premio alla Carriera, mentre il Premio Generazione G fu assegnato a Mila Damato.
Nel 2024 furono premiati alla carriera Giorgio Colangeli, Anna Bonaiuto e Orfeo Orlando, mentre il Premio Generazione G andò ad Andrea Arru e Selene Carmazza.
E nel 2025 è stata la volta, tra gli altri, di Martina Scrinzi, Marco e Antonio Manetti, Elisabetta Cavallotti, Gianluca Zonta, Matteo Lolletti e Whammy Alcazaren. Ai Manetti bros. è stato assegnato il Premio alla Carriera.
Ma forse la cosa più interessante non è nemmeno l’elenco dei nomi.
È il rapporto fra carriere già affermate e nuovi talenti.
Sedicicorto prova infatti a fare quello che un festival dovrebbe fare: dare visibilità a chi il cinema lo sta costruendo e, nello stesso tempo, mettere questi nuovi percorsi in relazione con chi ha già una lunga esperienza professionale.
Il Premio Generazione G
In questo senso merita una citazione particolare il Premio Generazione G.
Nato per valorizzare i nuovi talenti del cinema, è diventato negli anni uno dei riconoscimenti più interessanti del festival.
Guardando i nomi premiati nelle diverse edizioni si può quasi seguire una piccola storia del cinema italiano contemporaneo.
Carpenzano e Scoccia nel 2019, Lattanzi e Martino nel 2020, fino ai giovani interpreti premiati negli anni successivi.
È anche un modo per Sedicicorto di mantenere lo sguardo rivolto al futuro.
Un festival che coinvolge la città
Sedicicorto non è una manifestazione chiusa dentro una sala cinematografica.
Le diverse edizioni hanno coinvolto cinema, spazi culturali, associazioni, luoghi del centro e altre realtà cittadine, creando un vero percorso attraverso Forlì.
Nel 2025, per esempio, il festival ha utilizzato diverse location e ha invitato il pubblico a seguire una vera e propria “linea verde” fra i luoghi della manifestazione.
Questo permette anche a chi arriva da fuori città di vivere il festival insieme alla scoperta di Forlì.
Una proiezione può diventare l’occasione per visitare una mostra, passeggiare in centro, fermarsi per un aperitivo o una cena e poi tornare a teatro o al cinema per un incontro.
Sedicicorto e la formazione
Un altro aspetto importante è quello educativo.
L’associazione Sedicicorto dichiara fra i propri obiettivi la promozione della cultura cinematografica, l’educazione all’immagine e il coinvolgimento di giovani e giovanissimi attraverso laboratori, proiezioni e incontri.
Non è quindi soltanto un festival che mostra film: cerca di creare occasioni di confronto e di avvicinare al linguaggio cinematografico anche chi normalmente non avrebbe la possibilità di frequentare questo ambiente.
È un lavoro meno visibile rispetto alla passerella degli ospiti, ma probabilmente altrettanto importante.
Il mio Sedicicorto: un appuntamento che aspetto tutto l’anno

Devo fare una piccola confessione: Sedicicorto, insieme al Festival del Buon Vivere, è l’evento culturale di Forlì che aspetto con più impazienza da un anno all’altro.
Lo seguo praticamente dalla prima edizione, nel 2004. Allora il festival durava soltanto pochi giornie aveva numeri naturalmente molto più piccoli di quelli raggiunti negli anni successivi. Oggi, invece, siamo arrivati a una manifestazione che occupa dieci giornate, con un programma che comincia già al mattino con le proiezioni dedicate alle scuole e continua nel pomeriggio e alla sera con il pubblico, gli incontri e gli eventi collaterali.
E anche le sedi raccontano bene questa crescita. Ricordo il passaggio dalla Sala Enghel alle sale della Camera di Commercio, poi alle salette della banca di Forlì, all’Auditorium della Fondazione Cassa dei Risparmi, al Cinema Apollo e infine al Cinema San Luigi. Una sorta di viaggio attraverso la città che accompagna l’evoluzione del festival: da piccola manifestazione a evento internazionale sempre più strutturato, che neanche il COVID è riuscito a fermarmi, perché quell’anno feci l’abbonamento streaming e mi vidi il festival da casa.
Ma forse il motivo per cui continuo ad aspettarlo con tanta curiosità è ancora più semplice: io amo i cortometraggi.
Mi affascina la capacità di raccontare in pochi minuti quello che un film normalmente sviluppa in un’ora e mezza o due. In pochi minuti possono esserci una storia intera, un’emozione, una denuncia, un problema sociale, una verità scomoda, un’idea capace di rimanerti dentro anche quando sullo schermo sono già comparsi i titoli di coda.
E tra tutti, lo confesso, ho una predilezione per i cortissimi, quelli che durano pochissimi minuti. Sono quelli che mi incuriosiscono di più: mi chiedo sempre come sia possibile riuscire a dire così tanto utilizzando così poco tempo.
Forse è proprio questo il fascino del cortometraggio: non ha il tempo di girarci intorno. Deve arrivare al punto. E quando ci riesce, può lasciare un segno molto più lungo della sua durata.
Sedicicorto 2026: la 23ª edizione
Quest’anno Sedicicorto arriva alla 23ª edizione e torna a Forlì dal 2 all’11 ottobre, con un programma che va ben oltre le sole proiezioni cinematografiche.
Il cuore del festival resta naturalmente la sezione Competition, con 137 film suddivisi nelle categorie Movie, Animalab, Cortitalia, Cortinloco, Menod5, Animare, Student, Apollo e Documè. A questa si aggiunge la sezione Collateral, con 14 film nelle rassegne Tax e Africò.
Tra gli appuntamenti collaterali spicca la mostra “You Talking to Me”, dedicata a Taxi Driver e al celebre film di Martin Scorsese del 1976. Non mancano poi gli spettacoli dal vivo, con “Mia” di Marco Cortesi e Mara Moschini, “Frammenti” di Patrizia De Palma e l’esibizione del Coro Regnoli 41.
Il programma comprende anche gli appuntamenti Contorni, con Cinebook e Il Centenario, mentre tra gli ospiti e i premi speciali figurano Samuele Teneggi, Sofia Assirelli e Alfredo Baldi.
Per chi è interessato agli aspetti più professionali del cinema c’è Industry, con Ciak Reloaded, realizzato in collaborazione con CNA Cinema. E poi ci sono gli appuntamenti più particolari che fanno da vero e proprio “contorno” al festival: i Cammei con Il maestrone, Ciao Raffa, Poesia di Danila Rosetti e Inno di pace, lo Slam Movie – Cinema e Slam Poetry e, per chiudere in allegria, il Party con DJ set di Gerry Di Maio e Davide Castagnoli.
Insomma, anche quest’anno Sedicicorto propone a Forlì dieci giorni di cinema, incontri, arte, musica e spettacolo, con appuntamenti pensati non soltanto per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di cinema, ma anche per chi vuole semplicemente vivere la città attraverso uno degli appuntamenti culturali più caratteristici dell’autunno forlivese.
Per scegliere cosa vedere e organizzare le proprie giornate, il consiglio è come sempre quello di consultare il programma ufficiale del festival, verificando date, orari e sedi dei singoli appuntamenti, perché le proiezioni e le iniziative sono distribuite nell’arco degli undici giorni.
TITOLI D’INGRESSO
- Abbonamento BASE – 20€ – valido per tutto il Festival (10€ studenti)
- Abbonamento CIAK – 30€ – valido per tutto il Festival + Catalogo o Shopper
- Ticket Daily – 7€ – valido per una giornata
Possono essere prenotati su www.ingressi.sedicicorto.it
Devo amare il cinema per andare a Sedicicorto?
Secondo me, no.
Certo, se siete appassionati di cinema troverete moltissimo da vedere.
Ma il festival può essere interessante anche per semplice curiosità.
Perché un cortometraggio dura poco. Non richiede necessariamente di dedicare due ore della propria giornata a un film e può regalare una storia, un’immagine o un punto di vista completamente inatteso.
Potete scegliere una rassegna, assistere a un incontro, vedere qualche corto e poi continuare la vostra visita di Forlì.
E soprattutto potete scoprire una città diversa da quella che si incontra durante una normale visita turistica.
Un motivo in più per visitare Forlì in autunno
L’autunno è uno dei periodi più interessanti per venire a Forlì.
Il Festival del Buon Vivere, Sedicicorto, Crisalide, Meet the Docs! e altri appuntamenti trasformano la città in un vero laboratorio culturale.
Sedicicorto aggiunge a questo panorama una dimensione internazionale particolarmente forte.
Per alcuni giorni, attraverso lo schermo, Forlì entra in contatto con storie provenienti da decine di Paesi.
Ed è un bel modo di viaggiare senza prendere l’aereo.
Dove soggiornare durante Sedicicorto
Se decidete di venire a Forlì durante Sedicicorto, potete trasformare la partecipazione al festival in un vero weekend alla scoperta della città.
Durante il giorno potete alternare proiezioni e incontri alla visita del centro storico, dei Musei San Domenico e degli altri luoghi culturali di Forlì; la sera potete scegliere fra cinema, spettacoli e buona cucina romagnola.
E dopo una giornata piena di immagini, storie e incontri, Il Pozzo degli Aforismi può essere il vostro punto di partenza e di ritorno per vivere Forlì con calma.
Perché anche un festival cinematografico può diventare un ottimo pretesto per scoprire una città.